mercoledì 15 luglio 2009

Il cirro c'è ma non si vede

Dal sito Earth Observatory della Nasa segnalo questa interessante satellitare realizzata con lo spettroradiometro MODIS il quale consente di misurare la radiazione nel visibile e nell'infrarosso.Dal confronto delle due immagini si nota la presenza di una formazione molto ampia di cirri rilevata esclusivamente nello spettro dell'infrarosso e quindi non identificabile ad occhio nudo. I cirri con queste caratteristiche sono chiamati "sub-visible cirrus" o cirri invisibili.


Queste zone, prive all'osservazione di nubi poichè invisibili, sono potenzialmente favorevoli alla formazione di scie persistenti per gli aerei che le attraversano fermo restando che la temperatura presente in atmosfera sia sufficentemente bassa.

Ennesima dimostrazione che la semplice osservazione ahimè non basta.....

4 commenti:

Skeptic ha detto...

Bentornato!

MarcoVi ha detto...

Ciao Skeptic :-)

Cribbio ha detto...

Ci si inoltra nel mese di luglio ed una dopo l'altra le attività riaprono. Ma non era il contrario? Bentornato

Gianni Comoretto ha detto...

Infatti quando osservavo il cielo nell'infrarosso, da 25 ad una decina di anni fa, la persistenza delle scie era un buon indicatore di quel che si sarebbe osservato. I cirri sono trasparenti, anche nell'infrarosso, ma attenuano abbastanza, e nell'infrarosso termico emettono luce. Quindi ti ritrovi una situazione in cui la stella che devi misurare ti fluttua, e nel frattempo il fondo ti cambia durante la misura.

E quindi, in breve: scie corte = poca umidita' e buone osservazioni; scie lunghe o peggio persistenti = osservazioni da schifo.

Comunque ormai Marciano' sostiene che le chemtrail ci sono dal 1945, quindi non serve più affermare che erano comuni 20-25 anni fa.